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Semeiotica reumatologica. Parte I - Arto superiore
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Semeiotica reumatologica Parte II – Colonna vertebrale e articolazione temporo-mandibolare

16,00

Ha senso, nel 3° millennio ormai inoltrato, proporre un manuale di semeiotica clinica reumatologica?
Negli ultimi due decenni la medicina si è avvalsa sempre più della tecnologia e i vantaggi che le sue applicazioni offrono a pazienti, clinici e ricercatori sono tutti ben evidenti. La Reumatologia non è rimasta impermeabile a questo nuovo corso, vedendo crescere in modo esponenziale il ruolo assunto dalla diagnostica per immagini…

COD: 978-88-6261-466-5 Categorie: ,
Descrizione

…Chi ha vissuto la Reumatologia ai suoi albori si è adoperato per conferire alla disciplina autonomia accademica e nosografica dotandola, tra le altre cose, di un solido impianto clinico-semeiologico a supportare la convinzione che la Reumatologia sia una disciplina eminentemente clinica. Di questo lascito siamo debitori nei confronti di chi ci ha preceduto.
Le nuove metodiche di imaging come l’ecografia e la risonanza magnetica (per citare le più diffuse) hanno aperto nuovi orizzonti su scenari prima sconosciuti o solo parzialmente esplorati e costretto le nuove generazioni di clinici ad una seria e critica revisione del loro patrimonio culturale in ambito clinico-semeiologico. In questo nuovo scenario alcune nozioni e pratiche semeiologiche storicamente sedimentate nel corso degli anni sono, oggi, da ritenersi troppo imprecise, se non addirittura superflue o desuete. Tuttavia, percepire il ruolo emergente della tecnologia come una sorta di processo di “rottamazione” della clinica è un modo riduttivo e manicheo di affrontare la questione e, sostanzialmente, un errore strategico, poichè non pone nel giusto rapporto dialettico di reciproca interrelazione ed integrazione questi due mondi: quello delle macchine e delle immagini registrate o rielaborate (la tecnologia) e quello dei sensi e del ragionamento (la clinica).
Se da un lato la clinica è debitrice alla tecnologia per avere reso necessario un processo di attenta e critica revisione culturale coerente con la moderna reumatologia, dall’altro, la tecnologia è debitrice alla clinica perché si è rivelata capace di dare il meglio di sé solo a fronte di un quesito clinico ben formulato e mirato.
La sfida degli Autori di questo manuale, volta soprattutto alle nuove generazioni di specialisti, è quella di riconoscere ancora una volta alla clinica e ai suoi strumenti (il ragionamento e la semeiotica) un ruolo imprescindibile e prioritario nell’approccio globale al paziente.
La vera forza della valutazione clinica risiede, infatti, nella sua capacità di intuire ed anticipare ciò che la tecnologia potrà poi oggettivare, confermando o smentendo un sospetto diagnostico o una presunta anomalia, e nel dare il giusto valore e significato ad un reperto, contestualizzandolo nel singolo paziente.
La proposta di un manuale centrato sull’approccio clinico-semeiologico al paziente reumatico è, in questa prospettiva, nello stesso tempo, coraggiosa e necessaria: coraggiosa, perché tale iniziativa potrebbe apparire non al passo con i tempi, una mera e nostalgica azione di retroguardia; necessaria perché solo una riproposizione aggiornata, snellita e integrata dell’inestimabile patrimonio di conoscenze clinico-semeiologiche accumulate negli anni è garanzia della sua reale e diffusa fruizione nella pratica quotidiana.
Dietro ad ogni richiesta di indagine strumentale non può che esserci un quesito clinico la cui mancanza offre il fianco ad un fishing acritico di informazioni e ad una medicina “incidentale” dove la risposta, in modo abnorme, anticipa la domanda e talora si sostituisce ad essa.

Il presente manuale – secondo della serie – è dedicato alla semeiotica della colonna vertebrale e dell’articolazione temporo-mandibolare.
La medicina è in continua evoluzione e la Reumatologia in particolare, come è giusto che sia. L’importante è che non si perda mai di vista il paziente, la persona. Non appare, dunque, fuori luogo formulare l’auspicio che questo manuale possa rappresentare, alla luce dei nuovi scenari, un utile e agile strumento per riavvicinare – non solo in senso figurato – lo specialista reumatologo al paziente, rivisitando e riproponendo cose certamente già note.

 

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